Inghiottitoio della Luppa

L’inghiottitoio di Luppa, con il suo torrente sotterraneo, è una cavità complessa, nascosta tra i boschi di Sante Marie, e...
Tipologia: BENI AMBIENTALI

Comune: Sante Marie
Indirizzo:  

Info: Per prenotare: 0863/679132
Orari di apertura: Su prenotazione
Servizi:  

L’inghiottitoio di Luppa, con il suo torrente sotterraneo dal carattere alternato a tratti irrequieto oppure calmo, è una cavità complessa, nascosta tra i boschi di Sante Marie.

L’origine del toponimo Luppa è abbastanza oscura: è presente in una memoria di Phoenobio (1678) e in una carta di Revillas (1735) dove apparirebbe la testimonianza dell’esistenza di una notevole circolazione idrica sotterranea. Potrebbe derivare dal nome dialettale dell’upupa o forse dal latino ‘lapis’, per la natura aspra e desolata delle rocce del monte Guardia d’Orlando. Numerosi sono stati i tentativi di esplorazione dell’inghiottitoio.

Le notizie disponibili attestato che la prima esplorazione fu compiuta dal Circolo Speleologico Romano (Franchetti, Datti, Pitromacchi, Leva) nel 1929, che ha permesso la percorrenza anche del ramo sinistro, oggi completamente ostruito.

Da allora si sono succedute numerose spedizioni speleologiche arrivando a percorrere 1.200 metri di grotta, ma solo nel 1955, grazie al superamento di alcune colate calcitiche, tra le quali la cosiddetta Fontana Candida, ha permesso di individuare nuovi ambienti, particolarmente ricchi di speleotemi, e con indizi morfologici significativi che fanno presupporre che la grotta abbia uno sviluppo più ampio di quello conosciuto, che ammonta a 2.000 metri. Per accedervi è necessario percorrere il letto ciottoloso del torrente che vi conduce le acque.

Dall’androne ampio e imponente si accede ad un breve diverticolo a sinistra che assume la denominazione di galleria dei Tricotteri. Da qui inizia una sequenza di ambienti sotterranei caratterizzati da marmitte e piccoli salti, ove si configurano numerosi gruppi di concrezioni, mentre le pareti connotano un ambiente molto stretto, intervallato da alcuni laghi. Per giungere al Gran Salto (-22 m.), impossibile nei periodi di piena, è necessario superare il cosiddetto pseudosifone. Da qui si procede verso nuovi salti e piccoli laghi.

Di difficile accesso, la grotta continua il suo sviluppo nell’affascinante buio del sottosuolo.

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